SAP STUDIO ARCHITETTURA PAESAGGIO

Via Piave 1, Bonate Sopra (BG), 24040

(+39) 035 99 26 74

ARCO VERDE 

Bergamo, BG

SITO WEB

www.arcoverdebergamo.it

 

TEAM DI LAVORO

Coordinamento

PROVINCIA DI BERGAMO

Dott.ssa Vera Persico

Arch. Giuseppe Milanesi

Indagini biogeografiche

UNIVERSITA' DI BERGAMO

Prof. Renato Ferlinghetti

Arch. Fulvio Adobati

Dott. Andrea Azzini

Piano particellare

aBC STUDIO

Arch. Massimo Bernardelli

ARCHITETTURA E PAESAGGIO

Arch. Raffaello Cattaneo

Progetto preliminare

SAP STUDIO ARCHITETTURA PAESAGGIO

Arch. Paes. Luigino Pirola

Collaboratori

Arch. Clemens Lecchi

Dott. Ma Cheng

Dott. Luca Dorbolò

Dott. Mauro Pedrali

Validazione

LABTER

Arch. Moris Antonio Lorenzi

Aspetti viabilistici

STUDIO META

Ing. Andrea Debernardi

Analisi faunistica

Dott. Biologo Alessandro Mazzoleni

Dott. Biologo Roberto Facoetti

Linee di finanziamento

Dott. Naturalista Enrico Bassi

Comunicazione

FONDAZIONE RETE CIVICA DI MILANO

Arch. Mario Sartori

Arch. Simona Salteri

Roberto Rota - Referente per la Comunità Montana Valle Imagna

 

La Carta di Intenti promulgata nell’ambito della fase di chiusura del progetto Arco Verde

UN CORRIDOIO ECOLOGICO PER L'ALTA PIANURA BERGAMASCA

Arco Verde rappresenta un progetto di ricucitura ecologica di portata provinciale-regionale, con uno sviluppo complessivo “lineare” a livello dell’alta pianura Bergamasca di oltre 35 km.

I contesti collinari e pedemontani interessati da Arco Verde si collocano al margine meridionale del distretto biogeografico insubrico, ambito che costituisce una delle aree di maggior interesse biogeografico ed ecologico delle Alpi e dell’Italia intera.

Su quest’area, grazie a uno studio di fattibilità (2015) che ha interessato un totale di 44 comuni, 6 Plis, 4 Comunità montane, 1 Riserva Naturale e 4 Parchi Regionali, sono stati individuati 17 ambiti, per i quali sono già stati elaborati progetti preliminari di intervento.

La storia di Arco Verde

La storia di Arco Verde inizia nel 2012, anno nel quale il progetto è stato concepito ed è stato presentato a Fondazione Cariplo nell’ambito del Bando “Realizzare la connessione ecologica”.
 Il progetto Arco Verde ha realizzato uno Studio di Fattibilità mirato alla creazione di una fascia di continuità ecologica, in grado di collegare, a livello dell’alta pianura Bergamasca, i corsi dei fiumi Adda, Brembo, Serio e Oglio lungo uno sviluppo complessivo “lineare” del corridoio pari a oltre 35 km. La finalità di questa “infrastruttura verde” è di concorrere in maniera decisiva a completare il reticolo della rete ecologica della provincia di Bergamo, definendo un importante corridoio che colleghi, in direzione est- ovest, i quattro principali corsi d’acqua presenti sul territorio, già individuati quali Corridoi Ecologici Primari all’interno del documento Rete Ecologica Regionale di Regione Lombardia e del Piano di settore della rete ecologica provinciale.

Gli ambiti di intervento individuati dallo studio di fattibilità
Il territorio oggetto dello Studio di fattibilità Arco Verde è stato suddiviso, a livello di analisi progettuale, in tre macro-settori, definiti dal reticolo idrografico principale della Provincia di Bergamo. Questa suddivisione ha permesso di svolgere indagini specifiche su ognuno dei tre tratti di corridoio ecologico, la cui interconnessione in serie va a comporre l’intero Arco. Ognuno dei tre elementi individuati assume tuttavia una forte valenza ecologica anche in qualità di singolo segmento di connettività, legando tra loro rispettivamente i corridoi ecologici fluviali primari corrispondenti alle aste dei fiumi Adda e Brembo, Brembo e Serio e Serio e Oglio.


All’interno di ogni macro-settore sono poi stati identificati una serie di ambiti principali per i quali è stata effettuata un’analisi di dettaglio delle criticità presenti e singolarmente definita una specifica proposta di intervento. Questi ambiti sono stati classificati come primari e secondari, in ragione delle seguenti specifiche:

  • primari: ambiti che concorrono direttamente alla corretta funzionalità del corridoio Arco Verde, trovandosi sull’asse direzionale principale del corridoio stesso. In questi ambiti vengono definiti interventi volti a massimizzare la permeabilità ecologica dei varchi individuati, puntando alla predisposizione di elementi di connessione funzionali ad uno spettro biologico il più ampio possibile;

  • secondari: ambiti di connessione laterale, tangenti all’asse principale dell’Arco, utili a concorrere al corretto inserimento dell’ infrastruttura principale nel contesto territoriale e decisivi per aumentarne la potenzialità biologica. Gli interventi proposti all’interno di queste “spine laterali” vengono specificatamente progettati per taxa target (anfibi o meso-mammiferi e ungulati), al fine di collegare il corridoio Arco Verde a settori strategici. Settori che possono rivestire la funzione di source areas per determinate specie, utili a “indirizzare” biodiversità nel sistema Arco, o viceversa rappresentare possibili stepping stones o core areas, attualmente ecologicamente disgiunte, per le quali il corridoio Arco Verde sarà elemento “portatore” di diversità biologica.

I risultati

La progettualità Arco Verde ha prodotto un’importante serie di risultati, riassunti non solo nei materiali contenuti nello Studio di Fattibilità, frutto del lavoro di un poliedrico gruppo multidisciplinare di professionisti, ma anche in termini di partecipazione e coinvolgimento diretto delle Amministrazioni Pubbliche. 
Arco Verde ha prodotto uno studio funzionale a:

  • ripristinare un sistema centrale di connettività ecologica tra i quattro principali corsi d’acqua;

  • prevenire processi di occlusione di ambiti di connessione strategici;

  • migliorare o ripristinare la connessione ecologica tra aree protette;

  • valorizzare la funzione delle aree protette “storiche”;

  • definire in dettaglio interventi puntuali che portino alla deframmentazione di singoli varchi strategici. 


 

Cuore del progetto è stato il quadro dettagliato delle analisi realizzate sul territorio, che in unione al processo partecipativo, hanno condotto allo sviluppo di proposte progettuali giunte fino al livello di dettaglio della progettazione preliminare. 
Tutto il materiale prodotto dallo Studio Arco Verde è stato condiviso online ed ora scaricabile dal sito di riferimento.

Il percorso iniziato con la firma della Carta degli Intenti risulta tuttora  attivo, e vede la sua prima concretizzazione con lo sviluppo della proposta progettuale: F.A.R.E. ARCO VERDEFavorire l'Attuazione della Rete Ecologica: primi interventi di concretizzazione delle proposte progettuali individuate dallo Studio di fattibilità Arco Verde”.

F.A.R.E. ARCO VERDE

Lo Studio di Fattibilità Arco Verde, conclusosi nel febbraio 2015, è stato fortemente improntato nel suo processo di sviluppo a garantire una concreta prospettiva realizzava per gli interventi in progetto, a favore della qual sono stati attivati specifici tavoli di progettazione, partecipazione e fund-raising. 
L’elevata fattibilità delle iniziative proposte è favorita dalla realtà “modulare” del progetto, i cui singoli ambiti di intervento costituiscono elementi singolarmente funzionali in chiave conservazionistica, garantendo il ripristino e/o la conservazione di linee di connessione tra settori di elevata valenza ecologica (corrispondenti ad aree protetto e/o ad elementi primari della Rete Ecologica Regionale). 
Da questa costatazione nasce la proposta progettuale F.A.R.E. ARCO VERDE, che individua, nelle risorse messe a disposizione da Fondazione Cariplo, nell’ambito del Bando 2015, Connessione Ecologica, un’ideale start-up per l’avvio di una prima fase attuativa di interventi sul territorio. 
Benché i fondi a disposizione non permettano di eseguire in toto le azioni progettuali prospettate dallo Studio, le iniziative promosse dalla presente proposta di intervento, si configurano come uno stato di avanzamento strategico del progetto, utile non solo alla concretizzazione di una prima serie di tangibili interventi di riconnessione ma anche, e soprattutto, al rilancio di questa iniziativa, accolta con grande entusiasmo dalle Amministrazioni locali, ma gravata nella sua fase attuativa dalla forte carenza di risorse economiche che caratterizza gli Enti pubblici in questi anni. 
In ragione di quanto esposto, il gruppo di lavoro Arco Verde e la Provincia di Bergamo, capofila di progetto, in accordo con le Amministrazioni firmatarie la Carta di Intenti, ha selezionato sulla base di una serie di criteri improntati al pragmatismo, un primo set di interventi attuativi, sulla base dei seguenti parametri di scelta: 
•    fattibilità nel breve periodo delle opere, in termini di disponibilità delle aree di intervento e presenza di sostegno all’iniziativa da parte degli Enti Territoriali competenti; 
•    effettiva efficacia dei singoli interventi proposti nell’incrementare la permeabilità ecologica dei territori coinvolti; 
•    valore ecologico dei corridoi da riconnettere, anche in ragione della presenza di elementi afferenti il quadro di sistema della Rete Ecologico Regionale; 
•    presenza di criticità conservazionistiche richiedenti azioni urgenti di mitigazione; 
•    rappresentatività dei siti di intervento nel quadro bio-geografico complessivo del corridoio Arco Verde. 

 

I criteri di cui sopra hanno portato alla definizione degli interventi oggetto della presente proposta progettuale, articolati in sei azioni, di cui una diffusa sull’intero territorio Arco Verde, e cinque ricadenti entro altrettanti ambiti di connessione. 
Le tipologie di iniziative proposte si articolano entro tre macro-categorie: 
A) azioni urgenti di mitigazione di elementi diffusi di criticità, causa di riduzione della permeabilità ecologica del territorio interessato da Arco Verde nel suo complesso; 

B) riqualificazione di corridoi ecologici di connessione tra aree di elevato valore ecologico, attestati in corrispondenza di elementi del reticolo idrografico superficiale; 

C) azioni urgenti di conservazione mirate al sostegno di specie di rilevante interesse conservazionistico, caratterizzate da popolazioni faunistiche in forte regresso su scala locale e regionale. 

Obiettivo Generale 
Il progetto F.A.R.E. Arco Verde si propone di attuare una prima serie di proposte progettuali contenute nello Studio di Fattibilità Arco Verde, con l’obiettivo di incrementare la permeabilità ecologica e la resilienza ecosistemica a livello del pianalto bergamasco, a favore delle popolazioni faunistiche e floristiche locali. 
Le azioni predisposte rispondono all’esigenza di rinforzare e deframmentare la rete ecologica provinciale, attraverso la risoluzione di elementi di criticità e la riqualificazione ambientale di corridoi ecologici e hot-spot di biodiversità. 


Obiettivi specifici 
Obiettivi specifici del progetto F.A.R.E. Arco Verde sono: 
- favorire la continuità dei flussi faunistici individuati entro il macro-corridoio Arco Verde, attraverso una serie di interventi sinergici di mitigazione, deframmentazione e riqualificazione ambientale entro ambiti ecologici strategici; 
- attenuare l’impatto delle infrastrutture viabilistiche sulla fauna, attraverso l’installazione di sistemi di dissuasione; 
- ridurre la problematica relativa alla stretta commistione tra rete stradale e varchi di connessione ecologica anche in riferimento alla sicurezza degli automobilisti; 
- deframmentare e potenziare varchi strategici di connessione tra ambiti limitrofi di elevato valore ecologico, quali aree regionali protette ed elementi della Rete Ecologica Regionale; 
- valorizzare il reticolo idrografico superficiale quale elemento fondante per la costruzione di un efficace rete di connessioni verdi, rimarcandone la funzionalità ecologica oltre che idraulica; 
- creare lungo il reticolo idrico una rete diffusa di micro-biotopi che ne rafforzino il valore ecologico intrinseco, incrementandone di conseguenza la potenzialità in termini di connettività ecologica e resilienza; 
- favorire la diffusione di specie attualmente in espansione all’interno della Provincia di Bergamo, quali gli ungulati; 
- promuovere il ritorno in ambito pedemontano e planiziale di specie confinate dalla frammentazione ecologica e dalla sottrazione di habitat, al settore montano della Provincia; 
- favorire la conservazione di importanti popolazioni di anfibi, caratterizzati in provincia da distribuzioni sempre più discontinue e localizzate; 
- recuperare elementi del paesaggio agricolo tradizionale, funzionali alla riqualificazione paesaggistica ed ecologica del territorio, quali le antiche pozze di abbeverata del bestiame e le siepi campestri; 
- aumentare il grado di consapevolezza da parte di agricoltori e Amministratori circa l'importanza dei piccoli ecosistemi (pozze d'abbeverata, filari e siepi campestri) che, al momento, non sono per nulla tutelati dal punto di vista legislativo, se non all'interno di alcune Aree Protette; 
- favorire la diffusione di buone pratiche in termini di mitigazione delle infrastrutture e gestione del verde periurbano, con particolare attenzione alla conservazione di passaggi faunistici e all’utilizzo di essenze autoctone; 
- creare un rapporto diretto tra gli interventi di riqualificazione, le Amministrazioni locali e la cittadinanza, che ne favorisca il riconoscimento quale elemento identitario del contesto locale, favorendone così la futura conservazione e manutenzione; 
- diffondere consapevolezza tra la cittadinanza circa l’importanza delle reti ecologiche e più in generale della tutela della biodiversità; 
- promuovere la futura realizzazione di ulteriori azioni di deframmentazione, in particolare in riferimento alle progettualità individuate da Arco Verde escluse dall’attuale proposta, offrendo alle Amministrazioni locali una serie di interventi pilota che dimostrino la concreta fattibilità e sostenibilità degli interventi, ove inquadrati in percorsi di progettazione e fund-raising condivisi su scala provinciale.