SAP STUDIO ARCHITETTURA PAESAGGIO

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PIAZZA

GIOVANNI XXIII 

Ciserano, BG

 

Progetto pubblicato in Solido come un parco, a cura di Paolo Villa, Edagricole, 2011

 

Progetto pubblicato in Architettura del Paesaggio in Italia, a cura di Anna Letizia Monti Paolo Villa, Logos, 2011

Il progetto intende rispondere all’esigenza di ricondurre all’uso prettamente pedonale la piazza principale del paese, attraverso una operazione di riqualificazione degli arredi e delle pavimentazioni, precedentemente in prevalenza in asfalto e porfido e bisognose di
intervento.


Il progetto muove dall’idea di una riqualificazione unitaria del centro del paese; il variegato assetto formale e funzionale illustrato precedentemente suggerisce soluzioni che riconducano i diversi luoghi ad una matrice comune. Per questo motivo il progetto parte
dal considerare necessaria la creazione di una maglia regolare, concepita a partire dalla dimensione del sagrato della chiesa parrocchiale. Il sagrato si presta bene a fornire un metro estendibile agli spazi attigui: infatti presenta una forma regolare, riconducibile ad un quadrato, sul quale peraltro prospetta la facciata più pregevole di tutta l’area. A partire dal sagrato, quindi, la maglia va estendendosi secondo tracciati regolari descrivendo, in linea di massima, quadrati di 12 per 12 metri. In realtà questa maglia finisce poi con l’adattarsi ai diversi spazi, sottolineando direzioni e assi privilegiati.


La maglia viene fisicamente definita da fasce in granito bianco larghe 1 metro; al loro interno in alcuni tratti trovano posto canalette in ghisa per la raccolta delle acque piovane. I campi tra le fasce, invece, sono pavimentati con cubetti di granito porfiroide rosso.
Proprio questi sono i materiali che caratterizzano l’intervento. Il granito bianco, con la sua tinta chiara, si presta bene all’identificazione netta dell’elemento ordinatore della maglia; il
granito porfiroide a cubetti, materiale dal cromatismo più forte, è ormai di uso consolidato soprattutto per la pavimentazione di campi dalle ampie dimensioni.
All’interno della maglia assume particolare rilievo una ulteriore figura geometrica: si tratta di una ellisse, collocata proprio al centro della piazza Papa Giovanni XXIII. Il disegno dell’ellisse, realizzata in acciottolato, nasce dall’estensione ideale dell’”isola” rialzata
precedentemente esistente e caratterizzata dalla presenza di una sorta di boschetto di tigli.
Questa, che nacque come aiuola piantumata, pur essendo un elemento che giunge alla piazza non dalla remota antichità ma dal passato recente, è ormai diventata un fattore imprescindibile di questo luogo, preziosa d’estate per l’ombra che regala e, in ogni
stagione, fortemente caratterizzante l’assetto urbano. Il disegno dell’ellisse ha lo scopo di rimarcare l’importanza di questo elemento: in esso saranno lasciati alcuni dei tigli esistenti (quelli più esterni) mentre saranno tagliati quelli più interni (il boschetto è troppo fitto per un salutare sviluppo di tutti gli esemplari).


L’importanza dell’ellisse centrale è ulteriormente sottolineata dall’arredo che si vuole realizzare in essa.
In primo luogo, in luogo del monumento esistente che sarà rimosso, sarà collocato un complesso costituito da due fontane. Una di esse si colloca nell’estremo est dell’ellisse ed è caratterizzata da una vasca fuori terra, in granito. La vasca reca al centro il basamento che regge un monumento bronzeo;il monumento, a sua volta, viene bagnato dagli zampilli che, partendo dal perimetro, sono indirizzati verso il centro.
L’altra fontana, situata nell’ellisse ma nella parte opposta, è invece costituita da un cerchio in granito posto a raso della pavimentazione; da questo disco fuoriescono dei getti d’acqua che, di fatto, sono i veri elementi costituenti la fontana. La scelta di questa soluzione è stata dettata dalla volontà di creare un rimando all’idea dei fontanili, presenti nella campagna circostante, e un riferimento al loro sgorgare dal terreno.

Le due fontane sono collegate da una sottile striscia in acciottolato: questo materiale vuole simbolicamente ricordare un corso d’acqua, come se nascendo dal “fontanile” l’acqua stessa raggiungesse la fontana maggiore alimentandola.