ARUBA S.P.A.
Valbrembo, BG

TEAM DI PROGETTAZIONE

dott. architetto paesaggista Luigino Pirola

Collaboratori:

dott. architetto paesaggista Valter Nava
dott. architetto Clemens C. Lecchi
dott. in architettura del paesaggio Matteo Sburlino
dott. in architettura del paesaggio Luca Restelli
dott. in architettura del paesaggio Nicolò Sgalippa

dott. in architettura del paesaggio Emanuele Roveccio

La relazione presente accompagna e spiega il percorso che ha condotto alla redazione dello STUDIO PAESAGGISTICO DELLE OPERE EDILI E DELLE OPERE A VERDE relative ad otto pozzi (tre dei quali già esistenti e cinque da realizzare) destinati alla captazione di acque sotterranee ad uso geotermico. I pozzi sono legati alle attività dell’azienda ARUBA S.p.A. e si trovano nel territorio del comune di Valbrembo, in provincia di Bergamo. I pozzi esistenti sono situati all’interno di piccoli edifici – sorta di “casette” – cui si affianca un ulteriore edificio di maggiori dimensioni: anche i nuovi pozzi saranno collocati entro piccoli fabbricati, ai quali si aggiungerà anche un gruppo elettrogeno. Gli edifici – esistenti e in previsione -  si trovano indicativamente allineati lungo un canale (il canale Legler), all’interno di un contesto paesaggistico tipicamente agricolo che, pur presentando elementi detrattori, è ricco anche di aspetti positivi e di pregio. 

-CONCEPT

L’area di progetto si colloca in un contesto territoriale eterogeneo, con elementi del paesaggio differenti tra loro, nella quale il rapporto tra i diversi elementi che lo costituiscono risulta poco intellegibile. In modo particolare ci collochiamo nel primo livello del terrazzo fluviale del Fiume Brembo in prossimità del canale artificiale Legler sul lato ovest, in un ambito agricolo residuale che le recenti espansioni del tessuto urbano hanno risparmiato. Infatti, ad est il paesaggio è caratterizzato da una serie di edifici a maggioranza di tipo industriale, che costituisce un continuum con l’area urbana della vicina Valbrembo e cancella l’antica orditura agricola presente fino alla seconda metà del XX secolo. Il limite sud dell’area di progetto è costituito dal piccolo nucleo storico di Briolo con il suo ponte anch’esso d’origine antica; a nord, l’area si apre alla vista verso un paesaggio che ha come fondale i promontori della fascia prealpina e delle valli bergamasche.  

Il concept plan del progetto si basa quindi sulle analisi svolte alla scala sovralocale e alle linee guida utili al progetto individuate alla scala locale. In questo senso, la componente storica del luogo ha un ruolo cardine nell’idea di concept illustrata nelle TAVOLE 10.A e 10.B. Infatti, la maglia storica del parcellario agricolo – un tempo sottolineato da filari di alberi e basato su un’orditura a lotti stretti e lunghi – diventa l’elemento fondativo del progetto: viene ripresa la suddivisione storica dei campi al fine di creare una maglia che sarà scandita – come si evidenzia nella TAVOLA 10.A – dalle nuove strutture a copertura dei pozzi, anch’esse ripensate in chiave “storica” con tetto a doppia falda e ispirate ai vecchi “caselli” della campagna bergamasca. Questi ultimi erano i piccoli edifici nei quali i contadini riponevano gli attrezzi agricoli e potevano ripararsi da pioggia e temporali o riposarsi nelle giornate estive più calde.  

Come visibile alla TAVOLA 10.B, la maglia così formata sarà trattata con un’alternanza di elementi arborei, arbustivi e a prato stabile, al fine di creare una dinamicità visiva lungo l’asse nord-sud della nuova strada bianca e, al tempo stesso, incrementare la biodiversità del luogo. Ad evidenziare e scandire questa successione in corrispondenza dei caselli, saranno inseriti degli esemplari isolati di alberi di prima grandezza in prossimità dei caselli stessi, i quali saranno accompagnati da piccoli alberi da frutto e - a nord e sud - da arbusti di diversa grandezza. Questa soluzione permette di risolvere alcune criticità dell’area ed enfatizzare gli aspetti peculiari del paesaggio: la presenza di fasce arboree plurispecifiche di mitigazione permette di nascondere almeno parzialmente la vista dell’impianto industriale posto sulla sponda opposta del canale Legler, mentre fasce arbustive e prati stabili aprono la visuale sul paesaggio prealpino delle valli bergamasche.  

Tale soluzione si configura come parte di una infrastruttura verde in grado di aumentare la qualità ecologica dell’area e di ristabilire quelle relazioni tra i diversi elementi che caratterizzano il paesaggio, siano essi naturali, agricoli o antropici.  

 

-IL PROGETTO  

Il progetto complessivo, riguardante sia le opere a verde, sia l’architettura degli edifici dei pozzi viene esplicitato attraverso diversi elaborati: planimetrie, prospetti e sezioni. Inoltre, alcune fotosimulazioni forniscono una visione d’insieme del progetto.  

La TAVOLA 11.A mostra la planimetria generale di progetto con il contesto territoriale, illustrata dettagliatamente nelle successive tavole 11.B, 11.C, 11.D, 11.E e 11.F attraverso una scala di rappresentazione più ravvicinata.  

La TAVOLA 11.B della porzione a sud dell’area, pone in evidenza i diversi caselli accompagnati da esemplari di ciliegio (Prunus avium (L.) L.) e la messa a dimora di filari di pioppi cipressini (Populus nigra ‘italica’) insieme con masse arbustive che ben si adattano alle condizioni pedoclimatiche dell’area. Questa soluzione progettuale permette di creare una fascia di mitigazione visiva dell’area industriale situata sulla sponda opposta del canale Legler. La porzione a sud dell’area di progetto è raggiungibile dal piccolo nucleo storico di Briolo attraverso una nuova passerella – già prevista in precedenza - sulla roggia realizzata con carpenteria metallica e doghe in legno per la pavimentazione e parapetti; il progetto della passerella è illustrato nella tavola 17.  Nelle tavole 11.C, 11.D e 11.E i caselli oltre ad essere accompagnati da esemplari di ciliegio e da specie arbustive, sono affiancati da altre specie arboree da frutto (come Prunus persica L. e Prunus armeniaca L.). 

 

Nel complesso, i piccoli edifici sono caratterizzati da forme semplici – pianta quadrata e tetto a falde - che, come già evidenziato, riprendono la struttura degli antichi caselli presenti in campagna; hanno rivestimenti il cui colore tende a confondersi con le cromie del contesto e risultano seminascosti dalla vegetazione arborea ed arbustiva (e alcuni presentano anche rampicanti addossati alle loro pareti, come edera e vite).    

 

Sempre nelle TAVOLE 11.C, 11.D e 11.E, oltre che nella TAVOLA 11.F, si illustra la varietà di soluzioni di verde adottate, al fine di richiamare e far emergere l’antica orditura del parcellario agricolo. Nelle diverse porzioni della maglia, contraddistinte dai caselli e dai ciliegi, si alternano specie arboree autoctone (Fraxinus excelsior L., Alnus glutinosa (L.) Gaertn., Populus alba L., Morus alba L. Carpinus betulus L.,) e arbustive con sesti d’impianto differenti al fine di chiudere o aprire assi prospettici sul paesaggio e la campagna circostante nella quale i caselli si configurano come elementi cardine di queste relazioni. Tale concetto è bene illustrato dai prospetti nelle TAVOLE 12.A e 12.B. In questi elaborati sono esplicitati gli elementi che compongono il progetto e il rapporto di quest’ultimi con il contesto. Nella TAVOLA 12.A si riportano una vista schematica allo stato attuale dei luoghi e successivamente la soluzione progettuale – anch’essa schematica - con l’inserimento della vegetazione; il successivo elaborato - TAVOLA 12.B - riporta lo stesso prospetto “vestito” con le specie arboree utilizzate. I prospetti sottolineano l’apporto positivo delle opere a verde all’inserimento dei volumi in previsione nell’area in esame. 

Il risultato complessivo di tale visione progettuale è illustrato da tre fotosimulazioni. La prima è costruita su una foto ripresa dal lato sud dell’area, mentre la seconda realizzata su una vista da nord verso sud. La terza, invece, si basa su un’immagine presa da via Leonardo da Vinci, quindi da sud est.   

Da un lato l’architettura e i colori dei piccoli edifici, dall’altro le specie e la disposizione degli elementi vegetali, concorrono così, nell’insieme, ad un positivo inserimento dell’intervento nel contesto, contribuendo al miglioramento e al riequipaggiamento di un brano di paesaggio.